Testimonianze scritte

Climate Changing Dario (Bruxelles)

Sono bianco, sono ricco, sono europeo: sono un privilegiato. Come tale, personalmente, fin ora, non sono stato minimamente “toccato” dal cambiamento climatico. La mia vita quotidiana è piena di quelle attività che mi piacere chiamare “il lavaggio della coscienza”. Mi muovo il più possibile in bici, mangio poca carne, faccio la spesa bio e a km0 (ogni tanto), ma nella realtà rimango schiavo e complice di un sistema di cui non condivido i principi, ma di cui godo i frutti. L’unico vero effetto che il cambiamento climatico ha avuto su di me è farmi interrogare (spesso) sul futuro e su cosa lascerò ai miei figli e alle generazioni future. Speravo meglio!

 

Climate Changing Miriam (Roma)

Stamattina mi sono fermata a fare due chiacchiere in un negozio di frutta e verdura bio, dove spesso mi rifornisco…. loro hanno un’azienda propria e si servono di produttori che seguono agricoltura biologica. Mi diceva che sicuramente per l’agricoltura questi ultimi anni non sono stati semplici, sopratutto se si vuole rimanere nello standard dei prodotti più sani: con il tanto caldo e la siccità, si complica tutto, è compromessa la raccolta che è minore, spesso si rovina e ci sono perdite anche in denaro. Di conseguenza poi prezzi anche più alti per noi consumatori. Anche gli olivi hanno avuto scarsa produttività sia per la malattia portata dalla “mosca” (non so come si chiama!) sia per il troppo caldo e la siccità, con scarsità di piogge. Il bio più vero cerca di evitare le serre, proprio per non proporre alimenti fuori stagione, ma se il clima si modifica cosi tanto, le serre possono diventare dei contenitori che garantiscono una produzione maggiore e più sicura, a scapito però della qualità migliore di un prodotto che nasce e cresce coi suoi tempi, non pompato dal calore indotto.