Migrazioni forzate

L’intensificarsi di eventi climatici estremi, le inondazioni, l’innalzamento del livello del mare, la desertificazione e la siccità, causate dai cambiamenti climatici, sono fattori di ulteriore stress ambientale che influenzano il fenomeno migratorio globale, sia interno che internazionale. Come mostra il rapporto State of the World 2013 del World Watch Institute, la perdita di terreno fertile, la minaccia ai mezzi di sostentamento, l’instabilità e il calo nella produzione di cibo, così come l’aumento dei prezzi alimentari, generano un incremento delle migrazioni stagionali e di lungo periodo.

I cambiamenti climatici dunque contribuiscono alle migrazioni generate da fattori ambientali; secondo l’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni (OIM), potrebbero esserci oltre 200 milioni di migranti ambientali nel 2050, cifra che corrisponde al numero attuale di migranti internazionali a livello mondiale. L’Internal Displacement Monitoring Centre (IDMC) stima che una media di 22,5 milioni di persone (62.000 persone al giorno) siano state sfollate dal 2008 al 2015 a causa di eventi climatici.

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