Perdita di biodiversità

I cambiamenti delle temperature, l’acidificazione degli oceani, l’innalzamento del livello del mare, la siccità ed eventi climatici estremi hanno conseguenze gravi sulla biodiversità a livello globale, in particolare in aree dove essa è più vulnerabile: ciò implica una minaccia per le specie animali e vegetali e cambiamenti di bioma, ciò è, il passaggio da un tipo di ecosistema ad un altro, per esempio da foresta tropicale a savana.

Una ricerca realizzata dal Jet Propulsion Laboratory, Caltech, per conto della NASA, ha identificato tra le aree più vulnerabili: l’Himalaya e la Piana del Tibet, il Madagascar, la regione mediterranea, la parte meridionale del Sud America, la regione dei Grandi Laghi e l’area delle Grandi Pianure in America settentrionale, oltre che la taiga settentrionale e meridionale e le foreste boreali.

La perdita di biodiversità causata dai cambiamenti climatici rende ancora più urgente proteggere le aree ad alta biodiversità. Il rapporto dell’IPCCC descrive l’America Latina come una delle aree a maggiore concentrazione di biodiversità, dove si prevede che l’impatto dei cambiamenti climatici contribuisca ad aumentarne la perdita. Il Parco Nazionale dello Yasuni, nella foresta amazzonica ecuadoriana, è un esempio di hotspot di biodiversità che deve essere protetto: è uno degli ecosistemi più diversificati al mondo.

 

Maggiori informazioni: