Cambiamento climatico

Le emissioni di gas climalteranti legati all’attività umana sulla terra stanno avendo conseguenze dirette sul sistema ambientale e meteorologico del nostro pianeta. La concentrazione attuale di gas climalteranti nell’atmosfera è di oltre 430 ppm (particelle per milione) di CO2 equivalente. La concentrazione di CO2 nell’atmosfera a superato 400ppm mentre prima della rivoluzione industriale la concentrazione era di 280 ppm e il livello di sicurezza era fissato a 350 ppm dalla maggior parte degli scienziati del clima. L’evidenza è chiara: l’attività umana è responsabile di questo enorme incremento, senza precedenti nella storia.

Si stima che il costo per stabilizzare la concentrazione di questi gas ad un massimo di 500-550 ppm di CO2 sia l’1% del PIL annuale mondiale. Un costo alto, ma nulla in confronto con le perdite previste in assenza di ulteriori azioni per affrontare i cambiamenti climatici: l’OECD ha stimato che nel 2100 si verificherà una perdita di PIL tra il 2 e il 10%.

Secondo IRENA, il raddoppio della componente di energie rinnovabili ridurrebbe i costi monetari delle esternalità relative all’uso di carburanti fossili di almeno 1,2 trilioni di dollari all’anno (4,2 trilioni nel 2030), e salverebbe fino a 4 milioni di vite all’anno.

D’altro canto, secondo una ricerca pubblicata nella rivista scientifica Nature, per mantenere il riscaldamento globale al di sotto dei 2°C, l’82% delle riserve di carbone, il 49% di quelle di gas e il 33% di quelle di petrolio devono essere mantenute sottoterra.

   

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